È SUCCESSO

Napoli, giorni nostri. Un gruppo di preadolescenti del Rione Luzzatti-Ascarelli frequenta un corso di recitazione che si tiene nel teatro dell’Oratorio Murialdo, storico punto di riferimento del quartiere. Il laboratorio è l’oggetto di un documentario che ha l’intenzione di intercettare il gioco della recitazione e lo sviluppo dell’immaginazione al di là degli stereotipi.
Già al primo incontro questi ragazzi sono capaci di un pensiero complesso e interessante sulle dinamiche sociali e sulla relazione tra immagine ed essenza, disorientando gli adulti troppo propensi a (pre)giudicare in base a concetti e luoghi comuni geografici e generazionali il mondo giovanile. Il punto nel quale traspare con maggior chiarezza la loro età anagrafica è quello in cui si avverte la confusione tra i concetti di successo e popolarità.
Per questi ragazzi, gli individui di successo sono solo quelli famosi: attori, cantanti, calciatori, stilisti, scrittori. Quando viene loro chiesto di interpretare un personaggio famoso di libera scelta, però, balbettano e non sembrano in grado di elaborare dei profili compiuti. Eppure, il provino finale, davanti a un regista presente in sala, si avvicina sempre più. Cosa si inventeranno per sfruttare la loro occasione per raggiungere il successo? E soprattutto, quale significato avrà per loro questa parola alla fine del corso?