Come si legge un film? Giffoni al liceo Tasso di Salerno per la Settimana dello studente

Come si legge un film? E quali sono le caratteristiche dei singoli tasselli di un mosaico complesso come un prodotto audiovisivo? Sono stati questi alcuni spunti dai quali è partito l’incontro-dibattito con gli studenti del liceo Tasso di Salerno che hanno invitato Giffoni ad aprire la Settimana dello studente con una lezione interattiva sul cinema.

Si è partiti dall’analisi della fotografia: uno dei più grandi registi italiani, Federico Fellini dice una cosa allo stesso tempo ovvia e cruciale, la luce crea il film, senza di essa avremmo solo uno schermo nero. Al cinema è lo studio della luce finalizzato al cosiddetto look and feel che comprende le caratteristiche di una immagine (se è fissa o in movimento), la scala del grigio (il massimo nero o il massimo bianco), la temperatura del colore. Il direttore della fotografia dirige la troupe e indica dove sistemare le fonti di luce. La bravura principale consiste nel sapere usare la luce naturale (sia negli interni e soprattutto negli esterni) e si definisce magic light quella dell’alba o del tramonto perché ha una colorazione particolare.

Accompagnati da Barbara Cangiano del team di Giffoni, i ragazzi hanno visionato alcuni frame per comprendere le differenze utilizzate dai registi e le loro scelte stilistiche, a partire dall’uso del 3 point lighiting in contrapposizione alla scelta della luce naturale nel Neorealismo italiano o nella Nouvelle Vague francese: da James Bond a Fino all’ultimo respiro, passando per una panoramica tra Vittorio Storaro ed Emmanuel Lubezki Morgenstern, attraverso la visione di uno spezzone di Gravity di Cuaron. Ragazze e ragazzi si sono dimostrati particolarmente attenti e competenti anche nell’analisi di Barry Lindon di Stanley Kubrick, le cui inquadrature sono vere e proprie opere d’arte ispirate ai quadri di William Hogarth, Joshua Reynolds, Thomas Gainsborough e altri pittori.

Messa a fuoco, profondità di campo e formato, palette di colori e tecniche del preset hanno incuriosito gli studenti chiamati a riflettere su uno dei capolavori di Lanthimos, Povere creature. Spazio è stato poi dedicato alla regia (nelle fasi della pre produzione, della produzione e della post produzione), attraverso l’analisi di campi e piani: tre gli esempi sottoposti alla platea. Il piano sequenza di Tarantino in Kill Bill, i primi e primissimi piani di Bergman in Persona e il girato “sporco” di Lars Von Trier e Vinterberg con il manifesto di Dogma.

Quanta importanza hanno i costumi nel cinema? Tanta. Anzi, tantissima, perché il costime deve essere coerente con il personaggio: il suo carattere, aspetto, ruolo, lavoro o occupazione; coerente con la società in cui vive: gli usi, le tradizioni, la storia, i valori; coerente con il mondo in cui vive: clima, natura, eventi atmosferici; coerente con la vicenda che si svolge nel film. Un percorso approfondito grazie a un divertente video che racconta la top ten degli errori più clamorosi che hanno fatto la storia del cinema. Infine, la sceneggiatura con le sue fasi che vanno dal soggetto al trattamento fino allo storyboard, con una comparazione tra il modello applicato da Propp nelle fiabe al celebre L’Eroe dai Mille Volti di Campbell. La mattinata, caratterizzata da tanta curiosità e passione, è stata accompagnata dalle domande dei ragazzi che hanno voluto scoprire tutti i segreti del dietro le quinte.

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