Ascolto, identità e senso di comunità per vincere i disturbi alimentari: Asl, Regione e Giffoni in rete per la Giornata nazionale del fiocchetto Lilla

In tantissimi, questa mattina, hanno partecipato alla Giornata nazionale del fiocchetto lilla, un evento che, nell’aula magna del liceo Da Procida di Salerno, ha visto protagonisti studenti e docenti che hanno potuto confrontarsi con una platea di esperti. A parlare dei disturbi del comportamento alimentare, Giulio Corrivetti; direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asl, Gennaro Sosto, direttore generale dell’Asl; Antonella Grandinetti, responsabile del servizio psicologico dl; Marilena Di Pierro, responsabile della residenza regionale Dna dell’Asl Salerno; lo chef della Torre del Saracino di Vico Equense Gennaro Esposito; il fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Siamo cresciuti quanto la Lombardia e l’Emilia Romagna, grazie alla creazione di una rete pubblica. Con Giffoni e la Regione – ha detto Corrivetti – portiamo avanti un percorso di accoglienza e di ascolto per i giovani”. Dopo i saluti della dirigente scolastica Annalaura Giannantonio, Gennaro Sosto ha voluto ricordare come “molto spesso i disagi sfociano in vere e proprie patologie. Da anni la Regione Campania sostiene con un forte investimento la rete che ha il compito di intercettare queste criticità. Da poco abbiamo attivato anche un servizio di psicologia di base e siamo una regione modello che vede in Salerno la sua punta di diamante”. Sosto ha poi anticipato che i posti letto residenziali, entro quest’anno, potrebbero passare da 12 a 20.

Il fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi ha raccontato a ragazze e ragazzi che da tempo esiste una partnership con l’Asl e che durante il festival 2023, molti giovani sono stati integrati tra i juror di Giffoni con particolare successo terapeutico: “Adesso hanno trovato la loro strada e fatto le loro scelte – ha spiegato – La nostra missione è questa: entriamo tutto l’anno nel vostro mondo, nelle vostre passioni, ma anche nelle vostre paure e nelle vostre esigenze. L’ascolto è la nostra parola chiave, il nostro motto. L’anno scorso al festival abbiamo aperto un centro di ascolto per voi, perché il nostro scopo non è solo quello di produrre felicità ma di condividerla con voi. Uno dei temi forti di quest’anno – ha anticipato Gubitosi – è l’amore. Impariamo ad amarci e ad amare chi ci circonda”. Gubitosi ha poi rassicurato la platea: “Il festival si farà. Una delle più importanti industrie culturali, con alle spalle 54 anni di storia, non poteva fermarsi”.

Antonella Grandinetti ha spiegato che il servizio di psicologia di base è un percorso di primo livello “che serve a ragazzi e famiglie per chiarirsi le idee e sciogliere eventuali dubbi. Avere il supporto di persone competenti è importante e per questo abbiamo inserito anche due psicologi all’interno della struttura universitaria. Purtroppo il Covid è stato uno spartiacque e sono sempre più numerosi i giovani che si rivolgono a noi”. Marilena di Pierro ha rivolto un appello: “Non siete soli. Per qualunque problema ci troverete al vostro fianco, quindi vi invitiamo a rivolgervi a noi per ogni vostra esigenza”.

Ma come può l’arte della cucina contribuire a risolvere un disturbo alimentare? “Il cuoco non deve cucinare per stupire ma per prendersi cura dell’altro – ha commentato Gennaro Esposito – Come sapete ho fatto del cibo il mio lavoro. A nove anni sono entrato in un laboratorio di pasticceria e sono rimasto stupito da come la maestria dell’uomo potesse trasformare le materie prime. A quattordici sono passato ai fornelli e devo ringraziare molto mia madre per tutte le cose che ho appreso da lei. Condiviso la filosofia della dieta mediterranea, il cibo è cura e necessita rispetto”.

Ricordando la strage di Gaza e la guerra in Ucraina, il presidente De Luca ha poi invitato gli studenti a riacquistare quell’umanità che sembra evaporata in un mare di cinismo. “I disturbi alimentari sono il risultato di una serie di problematiche di altra natura – ha chiarito – Ai miei tempi una delle cause che potevano scatenare un complesso di inferiorità era il fatto di provenire da una famiglia povera. Invece vi dico, siate orgogliosi dei vostri genitori. I miei non avevano nulla. Non avevo soldi e mi vestivo con gli abiti di mio fratello maggiore. Ma da mio padre ho imparato la lezione più preziosa, la dignità e la libertà. Un’altra causa di handicap può essere l’aspetto fisico. In classe c’è sempre qualcuno che si diverte a prendere in giro l’altro per un difetto e questo può diventare un calvario per chi ne è vittima. Abbiate rispetto di voi e degli altri. Tutti abbiamo almeno un difetto, raccontiamocelo con ironia”. Il presidente della Regione è poi tornato a battere su un tema a lui caro: “C’è un’abitudine diffusa ad abusare di superalcolici e in questo le ragazze non fanno eccezione. E’ un’assurdità. La mia generazione aveva il paracadute delle ideologie, ma la vera rivoluzione non si fa con le parole. Dobbiamo ritrovare ideali e umanità, altrimenti siamo perduti”.

A seguire, il live show targato Giffoni sul tema Whomi, dedicato appunto all’identità. Accompagnati da Andrea Contaldo del team di Giffoni, i ragazzi si sono confrontati a cuore aperto su alcune tematiche, dalla scoperta dell’io al cambiamento, dai social alla felicità. “Cambiamo ma restiamo sempre uguali a noi stessi”, è stato il commento di Dafne, mentre Gerardo ha spiegato che “abbiamo percezione del cambiamento solo quando è effettivamente avvenuto”. Elisa ha poi ricordato che “le persone mostrano sui social solo quello che vogliono, provando a distaccarsi dalla realtà” e Maria Assunta ha detto che “in realtà molto dipende dal contesto perché tante persone sono pronte a nascondere la propria identità anche nella vita reale”. Ma che significa modificarsi? “Adeguarsi al gruppo è un po’ come indossare una maschera”, ha sottolineato Davide, mentre Marco ha voluto porre l’accento sul pericolo degli haters: molti, pensando di nascondersi dietro uno schermo, non calcolano il peso delle loro parole.

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