Theo

APERTURA AL DIALOGO PER EVITARE ESPERIENZE TRAUMATICHE: THEO – A CONVERSATION WITH HONESTY SCATENA IL DIBATTITO TRA I JUROR DI GENERATOR +18

L’assist lo dà la regia di Damien Hauser: “Sforziamoci di parlare delle nostre insicurezze per evitare esperienze negative e traumatiche”. È la molla che scatena il dibattito in Sala Galileo, dove decine di giurati hanno assistito a Theo – A conversation with honesty, film in concorso per Generator +18.

L’assist lo dà la regia di Damien Hauser: “Sforziamoci di parlare delle nostre insicurezze per evitare esperienze negative e traumatiche”. È la molla che scatena il dibattito in Sala Galileo, dove decine di giurati hanno assistito a Theo – A conversation with honesty, film in concorso per Generator +18. Il tema è il turbine di relazioni e contraddizioni, di approcci e ansia di cambiamento che accompagnano il mondo giovanile, una realtà in continuo movimento. Simi è un diciottenne timido e insicuro, che decide di perdere la verginità spinto dai suoi amici più esperti. Sceglie Tamara, una compagna di scuola. Che cosa accade? I social sullo sfondo, anzi presenti in maniera dirompente e condizionante nella vita dei ragazzi. “I social spesso ingigantiscono e peggiorano le cose”, dicono i giurati. Accade anche nel film. “Il primo incontro sessuale tra i due diventa un argomento virale online. La conseguenza è che Simi va in totale confusione. Una domanda si intreccia all’altra: è probabile che Simi non si sia accorto che Tamara non fosse consenziente? Pure in questo caso, punti di vista contrastanti in platea: la ragazza non gli ha detto di no, non gli ha opposto resistenza, ma neppure ha mai acconsentito esplicitamente. E poi c’è il ruolo del gruppo dei pari, degli amici. A Simi fanno credere che tutto sia dovuto a un uomo, e che i sentimenti degli altri contino poco. La svolta arriva dopo l’incontro con un’amica femminista, Leona. A questo punto Simi prende consapevolezza della propria dimensione, del ruolo e della realtà. I juror in sala recepiscono il messaggio del regista: “Il film invitava aprirsi agli altri ed a comunicare i propri dubbi e sentimenti, le insicurezze. In questo modo è possibile evitare di subire traumi, come lo stupro”.

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