Aci, il generale Del Sette: bisogna combattere il fenomeno delle “auto fantasma”

L’Automobil Club Italiana protagonista nella Sala Verde. I ragazzi dell’Impact hanno incontrato il generale Tullio Del Sette, presidente nazionale di Sara Assicurazione; l’avvocato Francesco Ranieri presidente dell’Aci di Bari e Vincenzo De Masi, presidente dell’Aci di Salerno. Tra le sollecitazioni dei ragazzi, quella sulle cosiddette “auto fantasma”, ovvero quelle autovetture che circolano senza assicurazione o senza essere state revisionate, che di fatto creano dei grandi problemi. Un fenomeno che nel nostro Paese “su circa 47 milioni di auto in circolazione – spiega il generale Del Sette – quasi nove milioni sono fantasma. Ed è veramente un fenomeno tristissimo, pericolosissimo, che in qualche modo bisogna cercare di arginare per ridurlo e farlo scomparire”. Perché rappresentano un problema? Semplice “Ogni qual volta queste autovetture cagionano un incidente – spiega Del Sette – se ne deve far carico un fondo che viene alimentato, ogni anno, con delle rimesse che vengono costituite con una piccola parte dei premi assicurativi che pagano tutti gli altri”. Che tradotto significa “che coloro che pagano regolarmente l’assicurazione paga anche per chi non lo fa”.

Il problema sono i costi, spesso proibitivi – specialmente in Campania – delle assicurazioni. Ma la tendenza potrebbe cambiare. A spiegarlo è l’avvocato Ranieri che ha rivelato il ragionamento portato in sede di riunione dell’ANIA, l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici. “E’ emersa una idea nuova – ha spiegato – Oggi, lo sapete, l’ammontare del costo dell’assicurazione è proporzionato alla incidentalità della provincia, dove ci sono più incidenti costa di più. Però in realtà, via via, ci si è resi conto che accade che il costo è altissimo non è pagato da tutti, con tutto quello che ne consegue. E quindi è necessario usare un diverso criterio per fissare l’ammontare del premio”. Quale? “Non più in relazione alla provincia dove sei, ma in relazione alla incidentalità personale.

Altro tema toccato dai ragazzi è l’impatto che la mobilità ha sull’ambiente e quale sia il futuro della auto anche in relazione alle vetture a guida autonoma. “Per quanto riguarda la guida autonoma vorrei dire una cosa – precisa Ranieri – la guida è anche e soprattutto un piacere, cari signori. L’auto è anche un mezzo che ci piace usare. Allora, ok la guida autonoma, ma sui taxi, sui veicoli di servizio. Ma io, non so voi, quando uso l’auto voglio avere il piacere di guidarla”. In merito all’impatto ambientale, “tenete conto che l’inquinamento dei veicoli è soltanto del 3% in Europa. L’auto elettrica – continua Ranieri – sta spegnendo molti entusiasmi, sta creando una crisi europea che ce la ricorderemo per il prossimo secolo. C’è stata una propaganda eccessiva, quando bastava sostituire tutti i veicoli vecchi con i nuovi veicoli ibridi o diesel di nuovissima generazione. Ecco così avremmo già risolto gran parte dell’inquinamento”.

Ma il messaggio più importante che arriva ai ragazzi è quello sulla prudenza. “E’ vero che oggi abbiamo automobili più performanti sul piano della sicurezza – argomenta Ranieri – con autovetture che si inchiodano se sbuca un pedone o con airbag che ci proteggono, però l’intelligenza umana, la prudenza, ragazzi è fondamentale”. Ma per quanti passi in avanti abbiamo fatto in tema di sicurezza, “io continuo a non mi spiegarmi perché, almeno dalle mie parti, ci sono stati da gennaio ad oggi, circa 400 morti. Tutti ragazzi, Un numero impressionante”. E per chi vuole imparare a guidare in sicurezza, l’Aci “ha due autodromi dove si insegna a guidare con prudenza. Le nostre autoscuole portano i ragazzi a Vallelunga o in altri impianti, che sono centri veramente specializzati. La difficoltà è che ci sono dei costi notevoli, quindi noi non possiamo portare tutti i neopatentati in Italia, ma il progetto che io vorrei permettermi di suggerire, con l’aiuto anche di Sara Assicurazione, che sicuramente ha delle capacità economiche considerevoli, è magari, con il loro aiuto, di portare i più ragazzi possibili a Vallelunga, perché tutti i ragazzi, devono provare che cosa significa guidare in momenti di criticità. Solo così ci si rende conto che strumento hai per le mani”.

L’altro tema in campo è quello dell’Ea Sport, una delle principali divisioni di Electronic Arts dedicata ai videogiochi sportivi, tra cui spiccano celebri simulatori di guida e rally. La domanda è dare spazio a queste discipline e offrire ai ragazzi l’ebrezza, virtuale, della corsa. “E’ un settore nuovo – spiega De Masi – ma che abbiamo preso in considerazione e siamo pronti a integrarlo. Ma come tutte le cose nuove, serve un dialogo con voi giovani”, di qui l’invito dell’ex senatore di “inviate progetti cosi possiamo prenderli in considerazione e orientare possibili investimenti”.

 

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