Accettare i cambiamenti, tema centrale dell’appuntamento in Sala Verde per il terzo giorno della tappa finale di School Experience 4

L’evento è organizzato dall’Ente Autonomo Giffoni Experience e realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito

Un racconto sulla diversità e sullo spirito di libertà. Il terzo giorno di School Experience 4 della tappa di Giffoni Valle Piana ha avuto come protagonisti 200 ragazzi dell’IS “Gian Camillo Glorioso” di Giffoni Valle Piana e l’IS “Piranesi” di Capaccio-Paestum. Una mattinata all’insegna del cinema, con la visione di “The Animal Kingdom” di Thomas Cailley. Un nuovo appuntamento del festival itinerante arrivato alle battute finali, organizzato dall’Ente Autonomo Giffoni Experience e realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso da Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo e Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Dopo il saluto del facilitator Gianvincenzo Nastasi, per i ragazzi è stato tempo di cimentarsi con la sezione Feature Experience, dedicata ai lungometraggi firmati da registi italiani e internazionali. “The Animal Kingdom” è la storia di un padre e un figlio adolescente. I due affrontano un viaggio che li cambierà, diretti ad un paesino boscoso nel sud della Francia, dopo aver fatto visita alla madre ricoverata. Ma, Lana, non ha una comune malattia: come alcuni altri esseri umani, ha subito una mutazione misteriosa che la sta privando di umanità, la sta trasformando in ‘bestia’, o ‘creatura’. Così questi strani esseri vengono chiamati dalla collettività. Né più del tutto umani, a volte non ancora del tutto animali, essi vagano per i boschi come spiriti solitari e allucinati, capaci ancora di guardare il mondo ma senza comunicarvi, pure presenze inquietanti, a volte violente, a volte pacifiche, profondamente misteriose. La scienza non sa nulla di questo strano morbo, si limita a ricoverare e dare la caccia a questi individui mostruosi da cui i ‘normali’ devono difendersi, continuando le loro vite come in un mondo parallelo. Così tentano di fare François e il figlio Émile, ma le cose andranno diversamente, per loro che hanno già perso la madre. Non si pensi a “The Animal Kingdom” come a un film di fantascienza, o puramente fantasy, anche se una certa critica superficiale può facilmente appiattirlo in un genere. Niente di tutto questo. All’inizio lo spettatore è tentato di evocare la pandemia da Covid-19: coprifuoco, contagio, isolamento degli infetti, malattie misteriose. Ma, superata questa facile assonanza, la vicenda assume un tono altro, del tutto personale e libero da schemi, sempre più claustrofilica all’interno del bosco, dove le ‘creature’ vivono isolate, quasi una vita magica e insieme incantata, a cui solo il giovane Emile si avvicina. Tra le creature ibride del bosco cercherà la madre perduta, ed incontrerà un nuovo infelice amico trasformato in uccello.

Un lungometraggio che ha scatenato un lungo dibattito in sala. Tra l’accettazione dei cambiamenti alle riflessioni sulla dicotomia tra vittima e carnefice. Umberto sottolinea come “l’uomo sia diverso dagli esseri animali per il cervello che permette di placare l’istinto e le pulsioni. Eppure, alcune scene, mettono tutto questo in discussione. Anzi permettono anche di legittimare l’aggressività dell’animale verso l’uomo e viceversa”. Per Malika invece “un essere umano è privo di razocinio cessa di essere un umano. Anche perchè parte da una condizione di deriva che obbliga ciò che è intorno a lui a trasformarsi in qualcosa che non sia come lui”. E allora si può superare il periodo di accettazione? Per Camilla “il cambiamento non può essere generalizzato. L’affinità non è naturale, così come vanno approfonditi i vari canali di comunicazione”.

L’evento vedrà la collaborazione attiva di 32 esperti e 45 organizzatori. Il festival itinerante – a cura del responsabile scientifico Antonia Grimaldi e del project manager Marco Cesaro, responsabile del dipartimento Progetti Speciali di Giffoni – si chiuderà con le opere vincitrici che saranno protagoniste in un evento speciale in programma a Pomigliano d’Arco.

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